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March 26 1°mese Pechinese
26Marzo …un mese che mi trovo a Pechino… Sembra passato poco tempo se penso alla mia vita qua..a ciò che faccio, alla routine universitaria.. Eppure sembra passato tantissimo dai ricordi che conservo del viaggio in aereo..
Rileggo ciò che scrissi poco dopo sorvolato il centro Italia…
Luci..giallo-arancio: ragnatele di fili incandescenti
da quassù trovare le parole per descrivere il Centro Italia è a dir poco impossibile... stare a più di 10mila piedi di altitudine e realizzare che quelle linee fluorescenti, quelle figure geometriche.. non sono irreali ma quella è vita.
Sorvoliamo l’Adriatico.. Il cinese “bijiao pangzi”ossia un po’cicciottello Che mi sta seduto affianco già sa che studio cinese E mi interroga sugli ideogrammi del giornale che sta leggendo.. Poi crede che non me ne accorgo ma mi scruta… Sarà perché non riesco a nascondere l’emozione.. L’incredulità… ..la gioia. Mi trovo in una città che conta più di 15milioni di abitanti la seconda città più popolosa della Cina dopo Shanghai.. eppure anche se straniera mi sento a casa ogni qualvolta istauro una comunicazione con i cinesi, quando riconosco una canzone di Zhou Jielun per la strada, quando quella volta mangiando sola in un ristorante giapponese di Wangfujing misero “Wo yao fei de geng gao” di Wang Feng e mi sono commossa.. ogni volta che ritorno in un posto già visto nel 2007.. ogni volta che so orientarmi e il tassista riesce a capire il mio putonghua(cinese mandarino)..
Eppure quando m’infilo in qualche mezzo pubblico e giro da sola per la città…. Possono passare ore e può capitare di non incontrare un altro straniero.. Per chi rimane chiuso nel suo mondo ed ha paura di conoscere e mettersi in gioco, può risultare una città alienante.. non capire ciò che ti circonda per via degli ideogrammi è stato traumatico la prima volta che sono arrivata ma ora già va meglio e il rischio di impazzire cercando di capire tutto diminuisce col tempo eheh… “man man de”piano piano ci si abitua..
è bello dire “vado a casa” ed entrare nel Bailou, e salire fino al 5°piano dove c’è la mia stanzetta.. mi sono creata facilmente un luogo accogliente e colorato.. per studiare, riposarmi, chattare..viverci! Ho sempre ritenuto di avere un’ottima capacità d’adattamento.. sarà perché mi accontento anche di poco o forse perché sono ottimista e cerco sempre di cavarmela e migliorare. Il bagno e il frigo infatti dopo mooolte richieste sono riuscita ad ottenerli.. ma quanta fatica,soprattutto per il trasloco!
Ricordo perfettamente prima di partire quel pomeriggio passato con Fulvia.. tutte le raccomandazioni e tutti i preziosi consigli.. e le sue parole che mi dicevano di prendermi tutto il tempo necessario per adattarmi.. di viverla con calma e di godermi al massimo quest’esperienza. Bè non è stato facilissimo ma sento già di stare a buon punto.. dipende tutto da me, da come mi pongo con la gente, da come vivo le mie giornate.. Ho sentito che qualcuno è ritornato in Italia dopo la sola prima settimana.. Non mi meraviglio.. e posso anche capire a chi è successo l’anno scorso.. non la condivido come scelta ma la capisco benissimo.. è veramente un cambio drastico di abitudini..e chi è partito in gruppo è avvantaggiato a stare con gente amica dall’inizio. Io ho conosciuto tutti la prima volta a lezione e con chi conoscevo da prima non mi frequento.. per fortuna Alessia è stata una bella scoperta e spero un’ottima compagna per giocare a yumaoqiu!ossia badminton..volano per capirci :-P Oggi poi vedrò Marco,Pietro,Eleonora e gli altri e festeggerò il primo MESE PECHINESE.
La telefonata di Marvin appena entrata in stanza al Guojiaolou.. La risata della Simo appena ho collegato la webcam.. La mamma e il babbo che non riuscivano a vedermi ne sentirmi con messenger..
Non credo sinceramente che la mia vita in un futuro sia qui.. la vedo come una meta di passaggio, come un’occasione di crescita e un ottimo posto per migliorare il cinese ma.. È proprio quando stai lontano da casa che ripensi e rivaluti il tuo Paese…
1anno e mezzo fa vivevo il mio ritorno da Pechino come un incubo.. Il pianto fatto nell’autobus dalla Beishida all’aeroporto prima di tornare in Italia non me lo scorderò mai…per fortuna Giulia&Laura in parte capivano il mio stato d’animo.. Per me erano ancora troppo vivi dei brutti ricordi.. E ritornare in Italia significava ritornare alla triste realtà..
Forse quel periodo però è passato.. sono cambiate molte cose e non voglio più scappare.. Credo che qua più passi il tempo e più mi troverò bene.. l’inizio della primavera, il mio compleanno, il viaggio a Shanghai, l’estate… Ma in Italia mi aspettano delle persone troppo importanti.. a cui raccontare di persona i miei ricordi.. con cui godere di altrettante esperienze importanti..
Concludo con delle frasi significative..
L’importante
è sapere in che stato d’animo arrivi, non dove arrivi.
E una frase troppo simpatica:
Stare al
mondo può essere caro, ma c'è incluso nel prezzo un viaggio attorno al sole
gratis ogni anno
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